Una città senza sport

Una città senza sport sarà presto la mia. Vicenza.  Eppure,  il palazzetto dello sport fino a qualche anni fa si riempiva di pubblico entusiasta per le ragazze del basket e del volley.
L’A.S. Vicenza ha vinto 12 scudetti (dicono niente i nomi Portorico Vicenza, Recoaro Vicenza, Zolu Vicenza e Primigi Vicenza?), 5 Coppe Campioni e 1 Coppa Ronchetti.
Il Vicenza Volley ha vinto una Coppa Cev ed una Supercoppa italiana.
Non solo sport rosa al pala sport: nel 1993 la squadra di basket maschile della Virtus Vicenza conquista per la prima volta la Serie A2 vincendo lo spareggio contro Ragusa ma la mantiene solo 1 anno. La riconquista qualche anno dopo ma non ci sono i soldi per mantenerla ed il titolo viene ceduto (ad Udine).
L’A.S. Vicenza è appena stata promossa in A2 ma gioca in un palazzetto di periferia.
Il Vicenza Volley non esiste più (grazie a conti economici degni del miglior costruttore di bamboline russe).
La Virtus Vicenza non lo so se esiste in quale campionato dilettantistico.
Il palasport rimane così senza sport, senza giocatori, senza pubblico, muto e vuoto. E pensare che il comune di Vicenza ci ha speso un sacco di soldi (pubblici, nostri) per ristrutturarlo. Per niente. Perché ci gioca nessuno. Non viene utilizzato nemmeno per i concerti.
Adesso, cosa impensabile, tocca al (dio) calcio: entro il 16 luglio se i dirigenti (parola grossa) del Vicenza Calcio non troveranno i soldi per iscrivere il club al campionato di Prima Divisione di Lego Pro rischia di finire nel calcio dilettantistico. Oppure di scomparire. Perché se anche trovano i soldi per l’iscrizione, non ci sono quelli per lo svolgimento della stagione sportiva.
Così dopo il palazzetto dello sport, anche lo stadio Menti dove nel 1996 è stata vinta una Coppa Italia rischia di rimanere vuoto a tempo indeterminato.
E per il sindaco di Vicenza il nuovo stadio rimane una priorità (lo ha detto qui, lo ha ribadito qui). Non so per quale club sportivo. Per le immobiliari si sicuro.

A Vicenza lo sport professionistico sta sparendo.

Rimangono il rugby, la pallamano, la pallanuoto, l’hockey in line e a rotelle, il baseball ed il bike-polo.Ognuno dei quali gode di un impianto sportivo rinnovato di recente.

Quello per il baseball, a detta della Federbaseball italiana uno dei migliori in Italia e che ha ospitato nel 2009 due partite del girone di semifinale di Coppa del Mondo.
Il campo di atletica, con tetto in legno dell'Alto Adige e nuovo tartan blu, utilizzato al massimo per i campionati provinciali studenteschi.
L'impianto sportivo (chiamarlo palasport mi sembra una presa per il culo) che ospita pallamano e hockey in line ed a rotelle ma non è in regola per competizioni importanti

Il più recente è quello del rugby: sei pali impiantati in un prato e una colata di asfalto per sistemare spettatori e spogliatoi. Bello, dicono.
A breve dovrebbero arrivare ben due piastre (se ricordo bene) per il bike-polo. A Vicenza abbiano una delle tre squadra più forti d'Europa, per chi non lo sapesse.
Con tutto rispetto per i rispettivi sport e le persone che dedicano il loro tempo, non è la stessa cosa. E non capisco perché pallamano e hockey in line non possano giocare nel palasport, visto che è vuoto (nonché a due passi).


Grandi soddisfazioni però arrivano dalla provincia: Famila Schio (basket femminile), Hockey Asiago (hockey ghiaccio maschile) e Hockey Valdagno (hockey a rotelle) quest’anno hanno vinto lo scudetto, con palasport strapieni.

Qualche giorno fa l’assessore a varie importanti cose, tra le quali anche lo sport, del Comune di Vicenza, in una intervista ha millantato l’operato della giunta per salvare il Vicenza Calcio. “Noi abbiamo fatto tutto il possibile.  Che succeda quel che deve ma mettiamoci un punto finale a tutta questa storia e ripartiamo da zero”. Non so a cosa si riferisse con “tutto il possibile”, a me però il resto suona come: “Ma va in malora anche il Vicenza Calcio! Il comune negli anni ha gettato milioni di euro nella manutenzione dello stadio. Dai, dopo basket e volley mi tolgo dai maroni anche il calcio e così non ho rotture di zebedei  né per il palasport né per lo stadio e io lavoro con due grossi problemi in meno!”
Atteggiamento strano quello dell'assessore, visto che all'inzio si era dimostrato contrario al progetto del nuovo stadio (leggere qui e qui) per sposare il progetto stadio nuovo nelle vicinanze delle elezioni (forse per tenersi la sedia di assessore? Leggi qui).


A Vicenza ci sono tre caserme (Chinotto con la Gendarmeria Europea, Ederle e Del Din per l’esercito americano) regalate agli occupanti mentre lo spazio per lo sport viene negato ai suoi cittadini.

Da quest’anno Vicenza però rischia di avere due impianti vuoti: palasport e stadio. Sarà felice chi ci abita attorno che si è liberato dai conseguenti disturbi. Almeno la qualità della vita di alcuni migliorerà tantissimo.
Pazienza se nel week end non si potrà andare a vedere una partita della massima serie, o mal che vada della seconda serie, di pallacanestro, pallavolo e/o calcio. In cambio si avrà un po’ più di quiete a tutto vantaggio anche della qualità dell’aria (si dirà).

Colpa della congiuntura economica (si dirà). Però Verona ha tre club iscritti a campionati di calcio professionistici (due in Serie A ed uno in Seconda Divisione di Lega Pro), Padova ne ha due in Serie B, Venezia ha attirato acquirenti russi.
La storia antica di Vicenza si ripete:  non è capace di vivere da sola e ha sempre bisogno degli altri (abbiamo sempre fatto gli approfittatori e agito secondo convenienza dandoci a Scaligeri, Dogi e padovani), ma allo stesso tempo chi le aveva sfoggiava le sue ricchezze in competizione con gli amici.

A Udine si è capito che il calcio può fruttare ed è un buon investimento. Ma serve la testa di gente seria, preparata con un piano di medio lungo termine preciso.
Non sta all’amministrazione comunale trovare le soluzioni per far ritornare lo sport di massima serie in città ma, per il bene della città, deve capire una cosa: che lo sport oltre ad essere utile a livello sociale è una risorsa da non sprecare. Non ha mai sentito parlare di turismo sportivo? O forse arriccia il naso di fronte a qualche decina di tifosi-turisti alla settimana, dopo le migliaia di persone che ha portato l’ultima mostra?

Ma sì, come per i concerti, per vedere lo sport, noi vicentini andremo a Verona o Padova. Vicenza diventerà una città esteticamente discutibile ma ricca di eventi per pensionati milionari.

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