Scudetto digitale

La Juventus ha vinto il suo quinto scudetto consecutivo.
Lo ha vinto senza giocare. No, piano, lo so che è una frase dai banali fraintendimenti. Eccome se la Juve ha giocato questo campionato. Forse non le prime partite, ma dalla sconfitta contro il Sassuolo a Reggio Emilia in poi ha giocato alla grande rimontando 12 punti e finendo per staccare la seconda di altrettanti, con 24 vittorie nelle ultime 25 partite. Mica semplice, mica solo con gli aiuti degli arbitri....
Ma non è di questo che voglio parlare. Vi ho già tediato al riguardo!

Alla fine di una rimonta simile, un tifoso può avvertire un retrogusto amaro? Io sì. Ma non riguarda l'aspetto sportivo.

Di questa vittoria non mi è piaciuto né come è arrivata né come l'ho saputo.
Il quinto scudetto consecutivo della Juve è arrivato senza giocare davanti ai suoi tifosi, stando davanti alla televisione, il giorno dopo la vittoria definitiva. La Juve ha giocato una sera, le avversarie il pomeriggio dopo.
L'ho saputo grazie alla newsletter della Juventus e ad un messaggio via whatsapp di Cortez che riprendeva la stessa e-mail del club bianconero.

"Ehi - gli ho risposto - tocchiamoci le palle! Mi pare prematuro!" perché ero convinto che la partita che avrebbe potuto decidere la vittoria della Juventus  si sarebbe giocato la sera. Invece era finita da poco.
Ecco, bel modo del piffero di festeggiare la vittoria. Molto digitale ma del tutto impersonale freddo staccato e metteteci tutti i sinonimi che volete.

Non mi piace questo calcio. Lo chiamano spezzatino o spezzettato e non sai mai quando si gioca.
A dir la verità non mi piacciono le cose che non vanno come dovrebbero andare oppure come ervamo abituati a viverle. Non penso di essere il solo a pensarlo e non penso sia un capriccio personale.
Ricordo uno degli scudetti dell'Inter con Mou: lo vinse un sabato sera in spogliatoio perché l'avversario aveva perso o pareggiato, non ricordo. La squadra era in ritiro alla Pinetina con qualche centinaia di tifosi fuori dal centro di allenamento. Quella volta ho sperato che non potesse mai succedere alla squadra per cui tifo. 

Sono cresciuto con Tutto il calcio minuto per minuto, con le voci di Roberto Bortoluzzi, Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Tonino Raffa, Luigi Coppola, Massimo De Luca, Alfredo Provenzali, Giulio Delfino, Carlo Nesti, Livio Forma, Carlo Verna e Enzo Foglianese. 
Ancora adesso quando posso, anche con Sabato Sport o all'interno dei GR, mi piace ascoltare le voci di Riccardo Cucchi, Bruno Gentili, Francesco Repice, Emanuele Dotto e Giuseppe Bisantis dirette da Filippo Corsini, sempre con i giusti toni e senza trascendere in inutili iperboli che fanno più parlare degli stessi cronisti che del calcio.
Preferisco le vittorie in concomitanza, se proprio deve essere davanti lo schermo allora mettetevi d'accordo e giocatela allo stesso momento, poi noi ci arrangiamo al pub o a casa di qualche amico che può permettersi la pay-tv. 
Preferisco le vittorie dentro uno stadio, insieme ai propri tifosi, dopo una partita sudata, sul prato verde dall'odore di erba di primavera e con la pelle scaldata dai primi pomeriggi caldi o rinfrescata in una sera tiepida.
Le vittorie sono sempre belle. Per questo andrebbero vissute insieme e di persona.
Ma la vedo anche in un altro modo: ti quanto mi stia disaffezionando al calcio. O di come cambiano le mie priorità.


Read Users' Comments (0)

0 Response to "Scudetto digitale"